giovedì, 15 ottobre 2009, ore 11:20

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Com'è complicato l'amore. 
Le labbra finirono per trovare altre labbra.
Com'è complicato l'amore.
La mente. Le menti.
Due menti è difficile che vadano d'accordo.
La mente vive di sè e da sè trova tutto il necessario.
Si fa bastare, la mente.
Non le serve un'altra mente per andare avanti, anzi, la mente è fatta per andare avanti da sola, a modo suo, secondo le sue regole, esigenze, frustrazioni, fissazioni, paure, ansie, voglie, eccetera, eccetera, eccetera.
Figuriamoci se due menti possano andare d'accordo così, come fosse niente, come fosse logico, come fosse normale.
Perchè quando due menti si trovano, si scrutano e si chiedono e si sfidano e si trattengono e aspettano, niente più è razionale?
Sei già fuori, altrove, al limite della comprensione.
Le labbra si trovarono e si ritrovarono e si ritrovarono ancora, ma le menti..
Dove le abbiamo lasciate l'ultima volta?
Chiediamolo alle lingue.. Loro si che hanno una memoria di ferro La lingua sa interpretare.  
Furba, come una iena, sadica come una frusta.
E i due corpi erano l'uno accanto all'altro, l'uno dentro l'altro, l'uno sopra l'altro e sotto l'altro.
Muti.
A gesti tentavano, con gli occhi, con le mani, con le gambe, con le braccia. 
Com'è complicato l'amore!

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martedì, 13 ottobre 2009, ore 09:02

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Ci sono dei momenti in cui le emozioni si susseguono in un modo irrefrenabile che non riesci a controllarle.
Sei immerso in un turbinio di sensazioni che ti fanno girare la testa.
Hai quasi la sensazione di non capire cosa sta succedendo e ti sembra che il forte impatto delle emozioni ti spaccano dentro.
Il respiro è poco
Lo stomaco è vuoto
Ti senti euforica
E’ un paradosso quello che accade.
Ti rendi conto che hai cercato fino ad ora di essere equilibrata, poi ti rendi anche conto che equilibrata e trattenuta non sono stati i due aggettivi più belli e utili fino ad ora.
Il vortice di emozioni ti porta ad essere anche instabile e la sensazione di panico ti assale.
Vorresti controllarle, combatterle, addomesticarle.
Vorresti essere padrona delle tue emozioni.
Però non ci riesci perché loro sono molto più forti e ti rendono debole.
Le emozioni sanno dove colpire e ogni nostro senso ne risente.
Purtroppo quando si è in questa situazione è difficile controllare i gesti.
Sei troppo euforica per essere razionale e fare sempre la cosa giusta.
Sei emotivamente instabile.
E’ difficile stare fermi e controllarsi nel vortice di emozioni ma in qualche modo ci devi riuscire. Il vortice di emozioni è quello stato in cui capisci che la vita può essere un gran casino ma che la rende fantastica.
Il vortice di emozioni io lo sto provando e mi sento comunque migliore.
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domenica, 04 ottobre 2009, ore 18:00

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Accompagnata da quella "normalità" che ho sempre cercato di evitare, sono ancora qui!
La parole continuano a scivolare fuori, silenziose ed esauste lasciando che la musica le accompagni...
Mi sento come un equilibrista che cammina su una corda che potrebbe cadere da un momento all'altro, a volte con l'ombrellino, altre no, mi appresto a fare tutto il  possibile su questa malferma cordicella...
Labile è il mio animo quando barcollo in equilibrio precario,
sul filo delle mie paure.
Cadere in fondo è solo un inganno dei sensi.
Cadere è solo un allucinazione dell'animo.
Cadere è rinascere consapevole di ciò che abbiamo imparato da ogni dolore, da ogni cicatrice che rimane sul corpo
Eppure oggi non mi sento affatto forte
Oggi sono in bilico, sospesa nel mezzo della caduta,
senza toccare terra.

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sabato, 03 ottobre 2009, ore 08:30

colazione-galliBuongiorno a quelle come me che sorridono anche con un cumulo di pensieri 
aggrovigliati nel cuore.
Quelle come me se ci parli hanno parole incerte, la voce che trema di una vibrazione che se fosse fiume in piena ti travolgerebbe....
Quelle come me sorridono e  arrossiscono, se le chiami e dici il loro nome.
Quelle come me si arrabbiano, urlano, non si convincono quando le sfiori con il fiore  dell'ingiustizia.
Quelle come me hanno le mani che vogliono comunicare ciò che si agita tra i pensieri e l'anima.... e creano, costruiscono, dipingono e comunicano in un linguaggio spesso incomprensibile anche a loro.
Quelle come me stanno in silenzio ma pensano sempre le cose più impensate, le immagini della vita....
Quelle come me se ti fai spazio tra la fiducia e il cuore ti donano tutto l'amore.....
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venerdì, 02 ottobre 2009, ore 10:33


Per qualche istante il Bruco ed Alice si guardarono in silenzio.
 Infine il Bruco si tolse di bocca la pipa e, con voce languida e assonnata,
chiese: "chi sei tu?"

Questa non era certo la maniera più incoraggiante per iniziare una conversazione.
Alice rispose con voce timida: "Io... io non lo so, per il momento, Signore... Al massimo potrei dire chi ero quando mi sono alzata stamattina, ma da allora ci sono stati parecchi cambiamenti.."
"Che vuoi dire?" disse il Bruco, severo. "Spiegati!"
"Mi dispiace Signore, ma non posso spiegarmi" disse Alice
"perché io non sono più io....capisce?".....

LEWIS CARROLL

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Quanto e' vera questa frase... 

Mi piacerebbe poter dire a me stessa: "questa sono io e questo e' cio che voglio"...senza paure, senza timori, senza "retaggi", senza paura di chiedere....

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mercoledì, 23 settembre 2009, ore 10:17

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Stavo pensando a come le borse delle donne aumentano di dimensioni con l'aumentare dell'età! Da piccola, che avevi in fondo da portarti dietro? 5 mila lire, la tua spensieratezza e la tua incoscienza! Nient'altro!!
Ora a 37 anni me ne vado in giro con la mia borsa enorme e pesantissima...niente pi
ù "soldi in tasca e via". 
Ora bisogna sempre essere pronti ad ogni evenienza...portafogli enorme per contenere soldi, documenti, carte, cartucce, penne, matite, cellullare, auricolare, il porta trucchi, a volte un cambio elegante (non si sa mai dovessi ricevere un invito per cena)...un cambio per la notte (non si sa mai dopo la cena...) precauzioni q.b. (che il 99% delle volte non verranno usate), 50 cmq sotto vuoto di paure, drammi e disincanti inespressi chiusi nel taschino con la zip...1 kg di preoccupazione per il lavoro e, per finire, un pò di spicci avanzati all'esperienza, di emozione e di speranza che son sempre utili e non pesano molto!
Guardo la mia borsa, enorme e pesantissima, e benchè mi ostini a trovarmi bene con me stessa e fare l'indipendente, spero che arrivi qualcuno che mi aiuti a portarla, qualcuno che riesca a sostenerene il peso, un maschio forte, sicuro e deciso! 
Quest'ultima frase risuona nella mia testa per qualche secondo e poi dico: "UN MASCHIO FORTE, SICURO E DECISO????"

risataPenso..: "Forse faccio prima a comprarmi un altro trolley"






 

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martedì, 22 settembre 2009, ore 15:39

Non intendo fare la lista della spesa, tristezza, nostalgia, momenti più o meno felici...

Certe paranoie fanno compagnia, diventano l'alibi per andare avanti!

So solo che qualcosa sta cambiando, sto cambiando!

Sarà troppo vittoriana la proiezione mentale del puzzle con tutti i pezzi al suo posto?

Per adesso ho cambiato l'immagine....

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domenica, 20 settembre 2009, ore 11:43

legami
Ho passato gli ultimi due anni con la pretesa di possederlo e ho distrutto tutto.
Morbosamente egoista, volevo a tutti i costi dominarlo!
Ma la mia gelosia era amore?
Era tutto fuorché amore, era desiderio di controllo, mancanza di libertà, di fiducia, egoismo, pretesa di possesso.
Non era per niente amore, non era paura di perderlo, bensì pretesa di possederlo.


"...è questo il dramma di un geloso cronico: sequestra l'oggetto del suo amore, lo requisisce, e poi, come un collezionista pazzo, nella solitudine della sua prigione, lo abbellisce con la cura e la pazienza di un tassidermista, così che alla fine, quando ha terminato la sua opera e l'oggetto d'amore è finalmente diventato il bambolotto meraviglioso e perfetto che aveva sempre sognato, quel bambolotto finisce di bere il suo caffè, si lava i denti, si allaccia le scarpe, dà un bel bacio al geloso e si riaffaccia al mondo sotto il suo sguardo stupefatto; e quando si riaffaccia al mondo è bello, irresistibile, ringiovanito, e proprio grazie a tutta quella devozione, a tutte quelle attenzioni maniacali, a tutto ciò che il geloso ha fatto per assicurarsi la proprietà esclusiva del suo oggetto, adesso può stare certo che presto, molto presto, lo perderà..."

..l'amore non muore mai di morte naturale. Muore per la nostra cecità, i nostri errori, i nostri tradimenti. Muore per le sue malattie e le sue ferite. Muore di stanchezza, deperisce, si offusca <<Anais Nin>>


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giovedì, 17 settembre 2009, ore 10:20



C'è un abbraccio
nel cuore di ognuno
una scarica
un brivido
uno sfioramente necessario

neghiamo
le nostre più profonde vibrazioni
certi che possedendole
sarebbero
con noi
per poco
troppo poco

ma allontanarle
questo
non è vita
è punizione
per ciò che è stato
o è andato perduto

lasciamoci essere
la vita è ora
non domani
in promesse vane
non ieri
in futuri negati
ora!

(Patrizia Dall'Occa)
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martedì, 15 settembre 2009, ore 18:52

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Con la fine dell'estate e il ricominciare delle mie giornate fatte di quotidianità, ritmi frenetici e appuntamenti fissi, dopo mesi fatti di iper-riflessione e malessere sintomatico, finalmente da qualche settimana sono pervasa da un vigore mentale (le cose sembrano dunque assestarsi su nuovi binari), ma un interrogativo implicito rimane: si può davvero passare attraverso un grande dolore o una forte delusione e rimanere indenni?
Essere gli stessi di prima?
Personalmente penso di no!
Quando ci si impaluda per mesi a riflettere, quando allestisci un’infinita serie di processi contro se stessi,  quando si perdono di vista i propri riferimenti e gli ideali che hanno animato le giornate andate, quando ci si ritrova a lottare contro i buchi neri della propria personalità; quando certe piccole paure mutano in fragorose instabilità fisiche ed emotive e si abbattono sulla nostra inquieta esistenza; quando le notti non sono più fatte per dormire ma per concentrarsi su se stessi ritirandosi dentro se stessi, in tutti questi casi è oltremodo difficile tornare a essere quello che si era prima, anche quando tutto intorno a noi riprende con una parvenza di normalità.
Non si è mai completamente al riparo da se stessi!
Il punto, tuttavia non è tanto se è possibile o meno tornare ad essere quella di un tempo (paradossalmente, quando si supera un dolore importante ci si fortifica l'animo al punto da non provare affatto il desiderio di poter tornare indietro), quanto piuttosto se sia possibile continuare lungo il proprio cammino e ricominciare a provare certe emozioni e a lascarsi andare nuovamente.
Sicuramente oggi mi sento più conscia del dolore e delle difficoltà affrontate.
Più matura, meno idillica e superficiale; meno risoluta, forse....ma ugualmente fiduciosa.
Più consapevole della propria forza, non della propria infallibilità.

Di fronte al deserto emotivo di oggi, al vuoto a cui a volte ci si adegua per sopravvivere è comunque già qualcosa.

Buon rientro a tutti.

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